Sterpellone - Pazienti Illustrissimi
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Sterpellone – Pazienti Illustrissimi

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…Napoleone avrebbe vinto a Waterloo, la Pompadour avrebbe sposato Re Luigi XV…
…Chissà, forse le cose sarebbero andate proprio così, se Napoleone non avesse sofferto di ulcera e di emorroidi, se il bacillo di Koch non si fosse insediato nel fisico della Pompadour…

Categorie: , Product ID: 8783

Descrizione

Informazioni aggiuntive

Editore

Autori

Copertina

Cartonata a colori

Pagine

176

Formato

ISBN

9788872876954

Pubblicato a

Presentazione

Ricordo che, quando eravamo studenti di scuola media e provavamo una forte soggezione, di fronte ai nostri allora severissimi ed austeri insegnanti, per tenere a bada la sudditanza psicologica che quelle figure inarrivabili ci suscitavano, noi ragazzi ricorrevamo ad un gioco abbastanza stravagante: dissacravamo la loro immagine, prefigurandoceli nell’atto di inciampare in una buca, di rotolare giù per le scale o di vederli stesi sul marciapiede, davanti a scuola. Avevamo bisogno, in sostanza, di liberarli da quell’aura di intangibilità e di potere illimitato, per ricondurli in una dimensione di quotidianità e di vulnerabilità, che ce li avrebbe fatti apparire meno “straordinari” e, dunque, più umani e fragili; cercavamo, in qualche modo, di colmare l’enorme divario percepito tra noi e loro, “esseri superiori e infallibili”, che, appunto per questo, ci sembravano vivere fuori dallo spazio e dal tempo: solo così la figura “astratta” del nostro maestro prendeva corpo, si concretizzava “come essere umano” e ci consentiva anche di averne meno paura.
L’originale prospettiva con cui il Dottor Sterpellone – ovviamente con finalità e strumenti culturali assai diversi da quelli di noi ragazzi – attraversa la storia e la cronaca, nel suo “Pazienti Illustrissimi”, ci apre ad un modo tutto nuovo di rileggere le biografie di alcuni famosi personaggi, che hanno lasciato, nel tempo, una profonda, se pure differenziata, traccia di sé.
A guardar bene, nella sostanza, l’opera finisce col raggiungere risultati non molto dissimili a quelli che ci proponevamo allora, noi alunni, attraverso le nostre strampalate fantasticherie: ricondurre nel mondo reale quei personaggi, entrati nel mito, e per questo cristallizzati nella memoria collettiva, più per quello “che hanno fatto” che non per quello “che essi erano” realmente.
Questo interessante lavoro, dunque, non solo ha il merito di informarci, in maniera puntuale e scientifica, sulle insospettabili e diverse patologie che afflissero quelle eccezionali personalità, ma ha il magico potere di trasferirci in una dimensione della storia, della letteratura, delle scienze e della cronaca assolutamente originale e diversa da quella a cui eravamo finora abituati. L’autore, del resto, non si limita ad enunciare dettagliatamente le patologie di ciascun personaggio, ma con la competenza di un “medico” e il rigore di uno “storico”, egli le contestualizza e le pone in stretta relazione con i fatti della vita, di cui ogni malato illustre fu protagonista.
La descrizione delle diverse malattie, perciò, lungi dall’essere una schematica ed arida elencazione di sintomi e di cure, si distende, al contrario, in una narrazione fresca e piacevole, non priva, qua e là, di accenti ironici e spesso caratterizzata da un sottinteso rimando alle pos5
sibili devianze che le infermità raccontate possano aver prodotto, non solo sul naturale andamento della storia e della cronaca, ma anche sulle stesse personali vicende dei personaggi raccontati.
Tutti sappiamo quanto le patologie, dalle più comuni e diffuse, a quelle più rare ed invalidanti, incidano, profondamente, sul carattere, sulle scelte e sui comportamenti dell’individuo, che ne è colpito, e non sempre influiscano solo in senso negativo: in arte, i pittori, i poeti e i musicisti hanno spesso tratto profonda ispirazione dalla propria sofferenza e dalle proprie debolezze, anche fisiche, né ci può sfuggire che, quando il turbamento e il travaglio interiore, prodotto sulla mente dalla malattia, per fortuna viene a mancare, molti artisti, per acuire la propria sensibilità, ricercarono, e ancora ricercano, l’aberrazione e il malessere, in modo artificiale e trasgressivo. Il dolore, lo sappiamo, cammina di pari passo con la genialità e quasi sempre la nutre.
Il racconto del Dottor Sterpellone sortisce, dunque, due significativi risultati: innanzitutto, come si accennava prima, quello di soddisfare il bisogno, insito in ciascuno di noi, di rinvenire tracce di umanità e di adesione al mondo reale, in quei personaggi che, per la loro eccezionale dimensione umana e storica, sono stati collocati dall’immaginario collettivo in una sfera ideale e superiore, spesso troppo lontana dal sentire comune.
Scolpiti per sempre nella memoria dell’arte, della scienza, della storia, della cronaca e della cultura in genere, grazie a statue, ritratti, documenti e leggende a loro dedicate, i “pazienti illustrissimi”, raccontati, questa volta, attraverso le loro fragilità e le loro debolezze,
6 tornano ad essere persone fatte di carne ed ossa, uomini e donne vulnerabili, uguali a tutti noi. Ed ecco, allora, che li sentiamo più vicini e veri, comprendiamo meglio il loro operato, ci stupiamo ancor di più per le imprese di cui sono stati capaci e, se hanno gravemente sbagliato, riusciamo a ricondurre i loro errori in un ambito più umano e talvolta persino degno di comprensione.
Sia ben chiaro, però: mettendo a nudo le loro debolezze, il Dottor Sterpellone non ha inteso, né svilirne l’immagine, né tantomeno ridimensionarne le imprese, ma semplicemente ricollocarli in un ambito di normalità, che poteva esserci sfuggito o che potevamo aver dimenticato.
E allora, se della loro “normalità” dobbiamo conservar memoria, ecco il secondo importante messaggio che questo lavoro ci consegna: rivisitate, in chiave più intima e “ordinaria”, le “straordinarie” storie dei “ Pazienti illustrissimi”, soprattutto quelli che ci hanno trasmesso valori edificanti e positivi, ci riempiono di speranza e di forza, perché dimostrano che quel loro “essere speciali” si è potuto affermare comunque, ed ha saputo superare ogni limite fisico, senza rinunce né capitolazioni.

M. Martelli

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